Everglades, che avventura! – Parte 5

Everglades-Mangrovie

Eccoci qua nuovamente a parlare della mia avventura in kayak alle Everglades.

Ci ho messo un po’ a scrivere la nuova parte perchè sono stato impegnato con la pubblicazione del libro: ti dico la verità, pensavo fosse più facile!

Ricominciamo da dove ci eravamo lasciati.

La mattinata scorre tranquilla, fa freddo ma c’è il sole. Il vento, che secondo le previsioni dei rangers doveva essere a favore, era contro: il male minore se confrontato con quello che avevamo passato e quello che ancora ci dovrà capitare. Ci destreggiamo tra le isole, ci sono momenti in cui ci perdiamo di vista ma poi ci ritroviamo, si fatica ma è bello.

Improvvisamente da lontano vedo qualcosa di strano che galleggia in acqua in lontananza. Timo, il tedesco, è più vicino di me e gli faccio un cenno, lui capisce e lo va a prendere. Si tratta del manico di un retino, un grosso manico di alluminio tenuto a galla da un galleggiante. Decidiamo di prenderlo per levarlo dall’ acqua: mai cosa più saggia fu fatta, tra poco capirai il perchè.

Finalmente dopo ore e ore di pagaia con le mani rosse all’ interno per l’attrito e bianche all’ esterno perché intirizzite dal freddo intravedo da lontano una striscia di terra tra due isole. Dall’ aspetto sembra l’approdo descritto sulla cartina: faccio cenno a Chris di verificare se è la nostra isola, uno sguardo e mi dice di sì.

Finalmente l’isola della salvezza: dopo nove miglia a fare buchi nell’ acqua ce l’avevamo fatta, eravamo arrivati alla seconda tappa. Pagaiamo dritti contro corrente ma l’isola sembra non arrivare mai. Piano piano si fa sempre più grande, finalmente distinguiamo due isole distinte collegate da una lingua di sabbia. Siamo alla fine delle Everglades, dopo queste isole inizia il Golfo del Messico, non c’è più terra a vista d’occhio. L’acqua è meno torbida e vedo Chris e Fabiano molto avanti a me che sono arrivati ed addirittura si spogliano per poi tuffarsi in acqua. C’è un bel sole.

È ora di pranzo ed oggi tocca a Chris: inizia a preparare le “pita”, una specie di piadina con dentro formaggio americano, salame americano, cetrioli, salsa. Qualcosa di immangiabile ma in quel contesto, lo giuro, era una vera prelibatezza.

Finalmente c’è il sole e ne approfitto per fare qualche foto alle mangrovie che sovrastano l’isola. C’è il bel tempo, almeno l’ultimo giorno! Così speravo, ma mi sarei ricreduto presto…

Bene è mezzogiorno, Chris prepara le pita, io e Timo ci dedichiamo a preparare la tenda ma c’è un problema: la tenda si regge con gli alberi e sull’ isola di alberi non ce ne sono.

Ci sono solo tante mangrovie ma come vedrai tra poco sono piante che creano un intreccio di rami che toccando terra diventano radici, non c’è un centimetro quadrato per mettere un piede. Ti faccio vedere una foto per renderti conto della situazione

Everglades-Mangrovie

Tutto intorno sabbia e qualche cespuglio: come facciamo a tenere in piedi la tenda?

Idea: abbiamo le pagaie! Si ma una pagaia è troppo corta e non abbiamo nulla per legare. Ci ricordiamo di quel lungo manico di alluminio che avevamo ripescato e, fortuna, incastrato a mezza pagaia raggiunge l’altezza giusta per tenere in tiro la tenda. Anche questa è andata, troviamo uno spiazzo con un po’ di cespugli e leghiamo la tenda, al centro il palo inventato et voilà, la tenda è pronta.

Montata la tenda vado da Chris che con Fabiano aveva acceso il fuoco e preparato le pita su un telo per riparale dalla sabbia. Prendo la mia pita, do un morso e poi la poggio sul telo per fare una ripresa. Un attimo ed arriva una prima folata di vento: si riempie di sabbia ma la fame è talmente tanta che la mangio lo stesso. In quella circostanza era buona anche la sabbia…

Il tempo era ancora bello ma quella folata di vento sarebbe stata il preludio ad un cambiamento repentino. Alzo lo sguardo verso il Golfo del Messico e vedo in lontananza un cielo scuro, plumbeo: verrà verso di noi? Tutti speravamo di no ma purtroppo avventura volevo ed avventura fino in fondo è stata.

Te lo racconterò nelle ultime puntate.

Mercoledì prossimo ci sarà il  nuovo webinar in diretta in cui presenterò il mio nuovo libro/romanzo sulla Florida: solo per chi parteciperà metterò a disposizione un’offerta speciale per avere il libro a 7€ spedizione compresa.

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Stay tuned e come dico sempre…

Have a Sunshine Day!

Robert

 

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