Everglades, che avventura! – Parte 4

Everglades-Pagaie

È notte inoltrata il vento è calato e l’unico rumore di sottofondo è quello dei Kayak che strusciano sulla sabbia, spostati da una piccola onda della laguna.

Sono tutti fuori acqua meno due che la toccano ma giusto per una piccola parte a poppa. D’improvviso un frastuono: Fabiano che si era alzato per fare un bisogno in piena notte torna e ci sveglia: “ragazzi, ci hanno rubato due kayak!”

Noi ancora assonnati impieghiamo un momento per capire: come era possibile che ci avessero rubato due barche in mezzo alle Everglades?

In effetti ce le avevano rubate, ma non dei ladri, era stata l’alta marea! Eravamo arrivati con la bassa, durante la notte l’acqua si era alzata di circa un metro e addio kayak. Dovevamo assolutamente ritrovarli! Prendo una lampada, illumino l’acqua getto un ramoscello e vedo la direzione della corrente, occorre andare da quella parte, dico agli altri.

Si ma chi ci va? Tiriamo a sorte con il metodo dei bastoncini, i primi due che pescano il più corto vanno.

Tocca all’americano ed al tedesco, fortunatamente le pagaie, che erano più in alto, c’erano tutte. Certo un po’ di paura c’e, l’acqua è infestata di squali, non si vede un tubo e, avevo dimenticato, il cellulare nelle Everglades non prende! Comunque non c’è scelta bisogna andare. Dico agli amici di mantenersi lungo le coste delle isole, sicuramente le barche si saranno arenate, si spera il più vicino possibile. Vanno e tornano dopo circa un’ora, ne hanno ritrovata una quasi subito ma l’altra sembra svanita nel nulla. Andiamo a letto, per modo di dire, andiamo in effetti a dormire per terra non c’è altro da fare, domani con la luce torneremo a cercare.

È la mattina presto del giorno dopo, sto ancora dormendo quando sento una barca partire a tutta velocità. È Chris che si è accordato con i pescatori per andare a cercare il Kayak. Partono nella stessa direzione della notte, perlustrano tutta la zona ma del kayak niente.

Certo è un bel guaio, poi mi viene da pensare che in fondo la marea va e viene, quindi prendo il kayak, vado a perlustrare la direzione opposta e…sorpresa! A soli 15 metri da noi e sulla nostra isola c’era arenato l’altro kayak. Durante la notte si era allontanato per poi tornare indietro praticamente al punto di partenza, meno male.

Vi faccio vedere il video che ho girato quella mattina, ci andrebbe un beep ma ho preferito lasciarlo genuino

Paghiamo i 25 dollari per il disturbo ai pescatori e ci accingiamo a ripartire.

La giornata è buona, fa freddo ma fa niente, siamo forti. Si riparte e subito ci troviamo tra canali e canalini in mezzo alle isole: è uno spettacolo della natura. La prossima isola è a nove miglia e bisogna andare. Abbiamo una sola cartina, la tiene Chris in kayak: occorre stargli vicino per non perdersi. D’improvviso un movimento nell’acqua non distante da noi, ecco che si avvicina, emerge una pinna, oddio uno squalo!

Invece no, è un gruppo di delfini che ci ha visto e viene a salutarci ci gira intorno ma è difficile riprenderli, sono molto veloci e i telefonini li abbiamo in sicurezza sotto i vestiti, tirarli fuori rapidamente non è possibile; ecco una cosa da portare assolutamente con se in un viaggio del genere,una custodia waterproof per un cellulare o una videocamera a meno che non si abbia la GoPro, ma noi non ce l’avevamo.

Ho comunque provato a riprendere la scena, con un po’ di attenzione si vede la pinna del delfino. Meglio di niente…

Stay Tuned, l’avventura continua!

Have a Sunshine Day!

Robert

P.S. Se hai perso le prime puntate qui puoi trovare la prima, la seconda e la terza.

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